RADIO

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Sbagliamo a darla per scontato. Abbiamo la memoria corta e cerchiamo di allungarla con quella digitale.

Ma questa impalpabile fucina di suoni, voci, musiche e colori invisibili, la cosa più vicina all’emozione che l’uomo abbia creato, salva la vita. Il suo potere va oltre il tempo e lo spazio, il suo valore aggiunto è la colonna sonora dei pensieri (ne conoscete altre?).

Arthur Schopenhauer sosteneva che i suoni esisterebbero anche senza il mondo. Perché sono insensibili alla gravità, non hanno bisogno di materia, possono evitare strade, fili, cavi e tubi. Forse. O forse no. Ma ci piace credere che grazie alla radio l’anima di ognuno di noi trovi la porta per il suo mondo più vero.

Ritratto di Arthur Schopenhauer
Sette (7)

i 7 modi in cui
la radio salva la vita,
o almeno la migliora.

RADIO LONDRA

Ovvero la radio e la guerra.

La fame di notizie, nei conflitti, spesso morde più della fame fisica. La radio è il mondo oltre la miseria. Non ci sono sempre e solo bombe. C’è chi si è messo a studiare il design delle radio nel tempo.

Negli anni 70, quelli della tensione, erano verde militare, veicolavano pallottole e sprangate fra ragazzi. E rapimenti, gambizzazioni, prigionieri politici.

Nei cicli di boom erano piccole e colorate e le vedevi attaccate alle orecchie dei papà al parco, certe insopportabili domeniche.

RADIO SPIAGGIA

Se Andy Warhol vedeva nella spiaggia d’estate un grande party per l’inaugurazione dell’Oceano, la radio è il deejay di questo party.

RADIO SINTONIA

Sintonia è una parola immensa.

Funziona parlando di lavoro, di amore, di coppia, di sport, di tecnologia, di famiglia, di politica, di affari.

Sintonia è una parola social.
Ma è anche una parola interiore.

La sintonia funziona anche con la mindfulness, l’arte di capire che essere se stessi non vuol dire essere ciò che si fa di lavoro.

Il comburente della sintonia con se stessi è la voce, ed è la musica che guida il respiro.

Tuning

Radio Sintonia

Sintonia
è una parola radiofonica al 100%.


RADIO STELLA

Dell’infinito vediamo piccole stelle e ce ne innamoriamo.

Ma c’è solo un modo per vedere bene l’universo. Ed è ascoltarlo.

Come fanno i radiotelescopi. Come fanno i non vedenti quando girano la manopola del tuning. E come facciamo noi, senza accorgerci di farlo, quando capiamo che gli speaker sono dolci, agitati, tesi, incazzati.

Quando sentendo un’orchestra non sentiamo il bisogno di vedere, come nell’eurovisione del concerto di capodanno, se il violoncello sta suonando o è in stand by.


RADIO SEX

La radio e il sesso.

Il sondaggio in diretta, i racconti del letto senza la volgarità della sua vista.

Le fantasie verbalizzate. E poi la musica, il ritmo.

Lullaby dei Cure come colonna sonora perfetta di una prima volta che non si scorderà mai più, dentro una vecchia 500.

La radio è l’unico modo per parlare di sesso senza cadere nel porno.

La radio è il sesso del cervello.