I nipoti di Marconi sbancano Las Vegas

Dalla Palestina alla costa d’Avorio, come spiega Gianluca Busi, direttore marketing di Elenos, tutte le volte che scoppia un conflitto, i primi a saltare sono i tralicci per la trasmissione radiofonica. Questo per dare un’idea dell’importanza nevralgica, a livello globale, del settore in cui opera quest’azienda emiliana, quello della produzione di trasmettitori Fm ad alta potenza.
«La Radio», dice Busi, «ha una forza mediatica enorme, soprattutto nei paesi disagiati, perché la si trova perfino nelle scatole del detersivo, la tv è più cara». E qui entra in gioco quel talento per il problem-solving che ha consentito alla società di accrescere costantemente il proprio fatturato negli ultimi sei anni, nonché di affermarsi come uno dei cinque top brand mondiali del settore, con una quota di mercato che oscilla fra il 13 e il 18%. «Quando sono stati distrutti gli impianti in Siria, per esempio, abbiamo paracadutato sul territorio una decina di ministazioni radio, in modo che la popolazione locale continuasse a ricevere comunque informazioni».

 «Si avverte la passione, da parte di chi pensa e produce questi dispositivi, per superare il semplice concetto di trasmettitore: proprio come l’iPhone, sono oggetti che dimostrano personalità anche dal punto di vista estetico».

La compattezza dei trasmettitori Elenos, il design italiano, l’incredibile efficienza energetica e la resistenza in condizioni ambientali estreme.

«Al Nab abbiamo innaffiato una stazione radio da 10 kilowatt (potenza che può coprire tutta New York) con uno spruzzo fino, infilato cacciaviti nelle ventole per la reazione e dentro le antenne fino a farla infiammare, ma il trasmettitore ha continuato a funzionare. Lo spettacolo del crash test», racconta Gianluca, «in un settore ipertecnico come il nostro è stato accolto dagli americani con entusiasmo».

L’azienda, nata a Ferrara da un’intuizione di Leonardo Busi, che ha cavalcato l’ onda d’urto delle radio libere verso la fine degli anni 70, ha finora installato quasi 40mila trasmettitori e rifornisce le emittenti in Italia e in Europa (per citarne alcune: Radio Deejay, RtL, Radio 105, Bbc), in Africa, Asia, Stati Uniti e America Latina. Nel 2017, allo scoccare del suo 40º compleanno, Elenos ha inaugurato a Singapore la nuova sede operativa per tutto il Pacifico, che andrà ad aggiungersi a quelle di Ferrara, Miami .

«costuivamo un pezzo di ferro e poi lo buttavamo sul mercato, ora abbiamo creato un brand d’ eccellenza riconosciuto dalle maggiori radio mondiali».

Infatti Elenos reinveste l’ 8-10% del fatturato in ricerca e sviluppo. «I nostri trasmettitori sono totalmente controllabili da remoto tramite uno smartphone.

Questo risparmio, calcolato da un apposito software, corrisponde in pratica al costo del trasmettitore.

Con Icefet, un nostro marchio registrato, facciamo lavorare il transistor principale a temperature bassissime e così aumentiamo la durata del trasmettitore. Garantiscono la scalabilità del prodotto: la stessa tecnologia può essere utilizzata per grandi e piccoli enti, i pezzi di ricambio e la manutenzione sono identici, questo apporta duttilità e fa risparmiare in tempo e in costi di formazione. Infine, il settore produttivo di Elenos si autoalimenta totalmente grazie ai pannelli solari», conclude Busi.

Che, grazie a una preparazione informatica e a una lunga esperienza nell’ organizzazione di eventi, ha portato in questo settore di nicchia la strategia comunicativa dei social network e inventato il concetto di Intelligent Transmitter. «Il trasmettitore, come una tamagoci, comunica come sta, in modo da fornire all’operatore un feedback: se c’ è molto caldo si abbassa di potenza per non rompersi, se consuma troppo avvisa con un messaggio, tramite un atto o via sms».

Tutto ciò non dovrebbe stupire dal momento che, dai tempi di Marconi, l’Italia, l’ Emilia in particolare, è all’ avanguardia per l’innovazione radiofonica, e il percorso inter-generazionale di Elenos s’ inserisce perfettamente in questo contesto.

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