Come sta cambiando la radio? Quali sono le esigenze delle emittenti del futuro?

La radio è il mezzo di comunicazione che, più di tutti, nel tempo è riuscito ad adattarsi a qualsiasi tecnologia.

La radio e la sua evoluzione

Era il 1924 quando le prime trasmissioni esordivano in Italia, in un periodo in cui si sarebbe investito molto verso questa direzione, grazie alla sua capacità di arrivare a tutti, in un periodo in cui la politica di Mussolini cercava un mezzo chiaro e diretto per la sua propaganda. Ma la radio è servita anche per far arrivare, in tempi di guerra, le notizie degli “alleati”, grazie alle onde elettromagnetiche che sono sempre riuscite a superare confini e “imposizioni”.

Nel 1954, a trent’anni dal suo esordio in Italia, sembrava che dovesse arrivare la prima crisi della radio. Nasceva in quel periodo la tv che, secondo alcuni, l’avrebbe soppiantata grazie all’immagine. Non è stato così, tanto che negli anni ’60 sono arrivate le prime emittenti estere in lingua italiana che “rompevano” parzialmente il monopolio Rai (pensiamo a Radio Monte Carlo e Radio Capodistria che grazie alle onde medie venivano ricevute in buona parte del territorio italiano), fino alla metà degli anni ’70 quando – tramite l’FM – sono arrivate le prime emittenti private, le cosiddette “radio libere” che si sono gradualmente evolute, sino a creare l’attuale sistema radiofonico italiano, con una ventina di reti nazionali e centinaia di voci locali.

La radio di oggi

Oggi il termine “radio” significa tante cose. C’è chi ancora la ascolta via etere in FM, in AM e in DAB+, chi la considera compagna dei propri viaggi in auto, chi la ascolta in streaming dal computer o via app da smartphone e tablet, chi la sintonizza dalla tv tramite digitale terrestre o via satellite. E non tutti l’ascoltano in tempo reale, perchè sempre più la radio sta diventando un mezzo seguito tramite podcast, di fatto quindi “on demand”, senza avere vincoli temporali nel dover sintonizzare un determinato programma in una determinata ora.

Infine, negli ultimi mesi hanno avuto un’impennata gli smart speaker.

L’intelligenza artificiale non è nata specificamente per la radio, ma è inevitabile il fatto che la radio se ne stia sempre più appropriando, cogliendo tutte le opportunità che può offrire al mezzo.

22HBG è impegnata da tempo su tutto questo, prima con il lancio di una app (FM-world) ormai nota a migliaia di utenti che ascoltano ogni giorno la radio tramite l’aggregatore di centinaia di emittenti italiane (e non solo), nazionali, locali e web. Poi con lo sviluppo di skill che permettono alle varie radio di essere ascoltate tramite smart speaker, chiedendo ad Alexa di trasmettere la propria emittente preferita o il genere che ci interessa.

Non a caso, uno dei temi sviluppati da 22HBG è quello delle radiocronache, ovvero della possibilità di ascoltare le partite della nostra squadra del cuore semplicemente chiedendo della partita stessa. Alla ricerca della radio che la trasmette ci pensa l’intelligenza artificiale.

E riguardo ai podcast, è nato di recente un primo sperimentale servizio d’informazione di FM-world, finalizzato ad approfondire le notizie e le segnalazioni presenti sul sito web e sulle pagine social della community.

Tornando quindi a quanto segnalato in apertura, la radio è un mezzo che è riuscito sempre a plasmarsi e ad adattarsi a tutte le piattaforme.

22HBG l’ha capito e l’ha comunicato ai professionisti del mezzo che, pur mantenendo la struttura di diffusione via etere, sono sempre più presenti nella molteplicità di offerte che l’universo digitale offre, moltiplicando la propria scelta (quasi tutte le emittenti principali dispongono oggi di seconde reti digitali tematiche) e consolidando il proprio brand su tutte le piattaforme, per poter arrivare ad un pubblico sempre più variegato ed esigente.

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